Associazione Nazionale Cani e Cultura

Educare, istruire, addestrare, recuperare il cane pensando al suo benessere

Gli insegnamenti di Teo

Teo Ibrido

Quando un altro ti insegna il rispetto della “sua” specie

Voglio raccontavi una storia vera che mi permetterà, come conclusione, di fare un appello a tutti i professionisti di questo settore.

Teo mi fu portato chiuso in un furgone, con molta preoccupazione mi dissero che se mi interessava dovevo aprire il portellone e farlo scendere. Così iniziò il nostro incontro, solo dopo venni a sapere che tutta la preoccupazione derivava dal fatto che avendo tentato di “addestrarlo” per fare sicurezza aveva mandato in ospedale sei persone, incontro basato sul tentativo di comprenderci e capire come riuscire a vivere insieme.

Alcuni comportamenti dei cani che in quel tempo venivano al campo che gestivo mi avevano fatto sorgere dei dubbi su chi fosse Teo, come lo vedevano piangevano e volevano rientrare in macchina, cani portati per aggressività intraspecifica decidevano di rivedere le loro posizione in sua presenza, insomma il dubbio, poi confermato dagli esami post morte, spingeva a pensare che non fosse solo un cane.

Sicuramente vivere con un Ibrido Lupo x Cane lascia un segno indelebile e permette di acquistare un senso di umiltà determinato dalla necessità di relazione che spesso non viene vissuta coni cani. Tra di noi non c’era chi comandava ma un senso del rispetto e di fiducia, che lui aveva deciso di concedermi, che ci ha permesso di vivere una relazione che ho definito unica e irripetibile. Chi lo ha conosciuto e lo ha frequentato sono certo che potrebbe, e se vuole potrà, testimoniare la sua diversità comportamentale nell’essere “cane”, quanto la sua forza non venisse espressa con manifestazioni esplicite ed evidenti ma riconosciuta dagli altri che lo avvicinavano.

L’ultimo triste indizio della sua diversità lo dette la veterinaria che venne per mettere fine alle sue pene di una malattia quasi fulminante mentre gli faceva il Tanax, arrivata alla quinta iniezione esclamò, vista la sua resistenza, “ma tu chi sei?”.

Sono passati circa quindici anni da quell’esperienza e di cani “impossibili” ne avevo curati prima e ne ho curati dopo, soggetti con aggressività considerate irrecuperabili o soggetti a cui era stato messo addosso il vestito della pericolosità ma sopra a tutto Teo mi ha insegnato una cosa e lo ha fatto con il suo modo di essere F1, a non vantarmi mai di quello che facevo, dei risultati ottenuti, ma ha farne frutto per migliorare la possibilità di aiuto agli altri nella salvaguardia del loro modo “privato” di essere cani. Lui mi ha fatto capire sino in fondo il significato di concertazione nel rispetto dell’altro e questo mi da la possibilità di fare la mia proposta o come qualcuno potrebbe pensare, provocazione.

Nel mondo dei professionisti della cinofilia oggi esiste non un incontro ma uno scontro, non un confronto ma una denigrazione continua dell’altro. Credo che invece il giusto modo per affrontare il settore a favore degli animali e degli utenti sia quello di aprire un incontro culturale basato sul confrontare le farei posizioni, provare a prendere spunto dalle teorie e pratiche proposte, superare le barriere del “il mio sistema è meglio del tuo” ma provare a verificare i perché delle scelte professionali e delle vie culturali intraprese. Ovviamente per fare questo è necessario sapere il come e il perché si fanno le cose.

La mia proposta è quindi quella di aprire un tavolo di discussione che metta a confronto e non in scontro sia le teorie sia le pratiche di varie scuole di pensiero per poter dare all’utente una panoramica serena di scelta.